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La funzione rieducativa della pena: quali prospettive nell’attuale sistema amministrativo penitenziario?
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30.04.2022

Apr

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La funzione rieducativa della pena di cui all’art.27, comma 3, Cost.. continua a vivere all’interno di un divario per cui, da un lato, è valorizzata dal legislatore e dalla giurisprudenza Edu e della Corte costituzionale, dall’altro resta svilita da una amministrazione penitenziaria complessa, le cui strutture e prassi comportano una compressione dei diritti dei detenuti, in primis quello alla rieducazione. Lo studio partirà dall’analisi della finalità rieducativa di cui all’art.27, comma 3 Cost., così come interpretato dalla giurisprudenza, per poi passare a verificare come essa venga perseguita dalle amministrazioni penitenziarie periferiche. L’analisi servirà ad evidenziare le criticità della logica meramente custodiale e carcerocentrica e la necessità di un suo superamento per il rafforzamento di percorsi alternativi al carcere effettivamente funzionali alla finalità rieducativa.

scritto da Nugnes Francesca
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L’accesso alla “autoarchiviazione” disciplinare del P.G. della Cassazione: un vicolo stretto o un vicolo cieco?
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29.04.2022

Apr

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La notizia di un fatto disciplinarmente rilevante, commesso da un magistrato, obbliga il Procuratore generale della Cassazione ad esercitare l’azione disciplinare, avviando un procedimento che si conclude con una decisione del Consiglio Superiore della Magistratura. All’obbligo di iniziativa fa da contrappeso un particolare potere: in alcuni casi, il Procuratore può decidere di non attivarsi, adottando un provvedimento di archiviazione sottratto al controllo del CSM. La Procura Generale nega la conoscibilità del suddetto documento e rigetta le istanze di accesso indirizzate all’Ufficio. Questo contributo, dopo aver descritto la normativa di riferimento, illustra i motivi per i quali si ritiene che l’archiviazione debba essere segreta ed analizza la giurisprudenza più recente sul punto. Al centro del problema si pone la natura del provvedimento, da cui dipendono l’applicazione della normativa sull’accesso agli atti amministrativi e l’operatività dei relativi limiti.

scritto da Silvestre Sara
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Associazioni e fondazioni del Terzo settore: le regole di governance
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28.04.2022

Apr

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Il saggio analizza le regole previste per le associazioni e le fondazioni dal Codice del Terzo settore in tema di organizzazione interna e ne indaga i possibili profili problematici, anche alla luce delle omologhe regole previste in ambito societario all’interno del codice civile.

scritto da Montani Veronica
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La responsabilità precontrattuale della e nella parte complessa: una nuova prospettiva per l’art. 1337 c.c.
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27.04.2022

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L’articolo affronta il tema di come si configuri la responsabilità precontrattuale rispetto alla parte c.d. plurisoggettiva, cioè a dire formata da più soggetti. Prendendo le mosse da una nuova interpretazione del termine “parte” dell’art. 1337 c.c., che consente di distinguere tra parte contrattuale e parte precontrattuale, l’articolo esplora la responsabilità precontrattuale all’interno della parte complessa (cioè tra i componenti della medesima) e all’esterno della stessa, cioè nei confronti della futura controparte.

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Prime note sulla fides instrumentorum in CTh. 11.39 e suoi riflessi nella Lex Romana Visigothorum e nel processo visigoto
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26.04.2022

Apr

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Il contributo indaga sui principi di ammissibilità e veridicità della prova scritta nelle costituzioni ex CTh. 11.39, recepite nella Lex Romana Visigothorum e sulla loro permanenza nella Lex Visigothorum, in particolare in Lex Visig. II.5.18 e II.4.3.

scritto da Tarozzi Simona
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I re di Pomponio
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25.04.2022

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Da un passo dell’Enchiridion di Pomponio, si è cercato di ricostruire il significato di manus, che sembra qui impiegato con riferimento ad una regalità precedente il regnum di Romolo. Il tenore del testo lascia supporre che il discrimine tra questa primitiva forma di autorità e il più evoluto concetto di potestas ruoti attorno al criterio della “predeterminazione” del potere attraverso l’introduzione di leggi scritte e partecipate dal popolo. In questa prospettiva, la clara constitutio Romuli avrebbe segnato un primo passaggio verso il principio della limitazione della potestà di governo che nel corso del tempo si sarebbe arricchito di sempre più specifiche misure di tutela

scritto da Zanon Giorgia
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Le ‘allegorie’ de La peste e la metafora criminale. La condanna della pena di morte nel pensiero di Camus
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26.02.2022

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Secondo un approccio giusletterario, il contributo muove dall’analisi de La peste di Camus per discuterne il significato allegorico e tracciare un collegamento tra questo e il ripudio della pena di morte, che rappresenta un contenuto saliente del testo. Il tema è approfondito alla luce del pensiero dell’Autore, espresso in altri scritti e in particolare in un saggio abolizionista. Se ne valorizzano gli argomenti contro la pena di morte, discussi sul piano giuridico in riferimento alle teorie classiche della pena: nell’ordine del testo, secondo l’impostazione generalpreventiva, retributiva e specialpreventiva. La riflessione conduce al superamento della pena capitale in vista del perseguimento di un modello di umanesimo penale.

scritto da Rotolo Giuseppe
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La circolazione dei veicoli e la copertura assicurativa obbligatoria nella giurisprudenza della Suprema Corte tra diritto interno e diritto eurounitar
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25.02.2022

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L’ambito di operatività dell’assicurazione obbligatoria per i danni derivanti da circolazione stradale viene delineato, nella giurisprudenza della Suprema Corte, attraverso l’elaborazione progressiva delle nozioni di veicolo e di circolazione, basata su un’interpretazione costituzionalmente orientata delle norme di riferimento e, in ultimo, anche alla luce dei principi del diritto eurounitario, emergenti dall’interpretazione della Corte di Giustizia EU. In particolare, con l’ultima pronuncia emessa in materia, le sezioni unite affermano la compatibilità della normativa interna con le relative Direttive UE succedutesi nel tempo, attraverso una articolata e innovativa attività di interpretazione, al fine esplicito di rendere compatibili i due ordinamenti, nel rispetto del primato di quello sovranazionale.Ciò nonostante, permangono profili di problematicità nel processo di armonizzazione dei due ordinamenti, frutto di un percorso costantemente in evoluzione.

scritto da Laudani Marinella
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Ruolo della persona offesa e giustizia riparativa nei procedimenti speciali premiali
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24.02.2022

Feb

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Ricostruite le ragioni della tradizionale impermeabilità alla giustizia riparativa dei riti speciali alternativi al dibattimento, l’Autore propone una integrazione tra i due modelli, anche alla luce del crescente ruolo della persona offesa nel procedimento penale. In questa prospettiva, il contributo individua i principali punti di frizione tra giustizia riparativa e premialità processuale, proponendo soluzioni operative. In chiusura, ci si sofferma sulla novità rappresentata dall’art. 1 c. 18 della legge delega n. 134 del 2021 in materia di giustizia riparativa, valutandone il possibile impatto sul sistema dei riti speciali premiali.

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La giustizia riparativa nell’esecuzione penale: riforme inattuate
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23.02.2022

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Il presente contributo si sofferma, in una prospettiva evolutiva, sull’implementazione della giustizia riparativa nell’ordinamento penitenziario per adulti e minori. Dopo aver evidenziato i limitati spazi tradizionalmente attribuiti a tale istituto nell’esecuzione penale, sono esaminate le innovazioni e le occasioni mancate nel contesto dell’attuazione della delega per la «previsione di attività di giustizia riparativa e delle relative procedure, quali momenti qualificanti del percorso di recupero sociale sia in ambito intramurario sia nell’esecuzione delle misure alternative» contenuta nella legge n. 103/2017. La riflessione è, infatti, resa urgente dalla recente approvazione di una ulteriore delega in materia di giustizia riparativa «durante l’esecuzione della pena» ex lege n. 134/2021.

scritto da Pisati Michele
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