News scritte da Miele Manlio

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Miele Manlio

La sinodalità tra principio e metodo: brevi note
30.12.2020

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La sinodalità, come dimensione costitutiva della Chiesa, ci offre la cornice interpretativa più adeguata per comprendere lo stesso ministero gerarchico. San Giovanni Crisostomo ha detto che «Chiesa e Sinodo sono sinonimi», perché all’interno della Chiesa nessuno può essere "elevato" al di sopra degli altri. Al contrario, nella Chiesa è necessario che qualcuno "si abbassi" per mettersi al servizio dei fratelli lungo il cammino. Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell'ascolto, nella consapevolezza che ascoltare «è più che sentire». È un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: l'uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto dello Spirito Santo, lo «Spirito della verità» (Gv 14,17), per conoscere ciò che Egli «dice alle Chiese» (Ap 2,7). Il Sinodo dei Vescovi è il punto di convergenza di questo dinamismo di ascolto condotto a tutti i livelli della vita della Chiesa. Esso ritrae «in qualche maniera l’immagine» del Concilio ecumenico e ne riflette «lo spirito ed il metodo». Fin dall'inizio del Suo ministero come Vescovo di Roma, Papa Francesco ha voluto valorizzare il Sinodo, che costituisce una delle eredità più preziose dell'ultima assise conciliare. Per il Beato Paolo VI, il Sinodo dei Vescovi doveva riproporre l'immagine del Concilio ecumenico e rifletterne lo spirito e il metodo. Lo stesso Pontefice prospettava che l'organismo sinodale «col passare del tempo potrà essere maggiormente perfezionato». A lui faceva eco, vent'anni più tardi, San Giovanni Paolo II, allorché affermava che «forse questo strumento potrà essere ancora migliorato. Forse la collegiale responsabilità pastorale può esprimersi nel Sinodo ancor più pienamente». Infine, nel 2006, Benedetto XVI approvava alcune variazioni all'Ordo Synodi Episcoporum, anche alla luce delle disposizioni del Codice di Diritto Canonico e del Codice dei Canoni delle Chiese orientali, promulgati nel frattempo. Nel 2018 Papa Francesco, con la costituzione apostolica Episcopalis communio, ne ha profondamente rinnovato la disciplina inserendolo nel contesto della sinodalità come dimensione costitutiva della Chiesa a tutti i suoi livelli.

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Ancora sul promotore di giustizia
26.06.2018

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Il pontefice Giovanni Paolo II era intervenuto, sui compiti del promotore di giustizia nel processo matrimoniale , in due allocuzioni antecedenti il Codex del 1983. Nell’allocuzione del 4 febbraio 1980 il Pontefice accennava all’eventuale votum del promotore, associandone il compito a quello delle altre parti processuali nell’aiutare il giudice a servire la verità perché trionfi la giustizia . In quella del 28 gennaio 1982, poi, il promotore di giustizia veniva dipinto come quell’officiale, eventuale nel processo matrimoniale, che agisce per favorire la verità e la giustizia, non per assecondare ma per salvare . Dopo il Codex del 1983, l’attribuzione al promotore di una pars costruens evidentemente viene realizzata, nel caso dell’esercizio del diritto d’accusa del matrimonio , attraverso il condizionamento della sua azione alla circostanza che la possibile nullità sia divulgata nella comunità e il matrimonio non sia convalidabile per motivi oggettivi o di opportunità, come dispone il can. 1674 n. 1 . In tal senso, nell’allocuzione del 22 gennaio 1996, il Pontefice collegava l’iniziativa processuale del promotore alla natura della causa di nullità matrimoniale, pubblicistica perché comunque riguardante lo stato delle persone, la loro posizione nell’ordinamento e il bene pubblico della Chiesa . Forse è opportuno tentare di cogliere i principi che moderano l’azione di nullità matrimoniale del promotore di giustizia, anche alla luce dei documenti normativi più recenti, come pure interrogarci sull’ulteriore significato giuridico della presenza del promotore di giustizia, in una causa di nullità del matrimonio, quando questo non sia stato impugnato da lui.

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Strumento codificatorio ed ordinamento ecclesiale. Parergo ad una celebrazione dei cent’anni della codificazione piano-benedettina
30.06.2017

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Il saggio riproduce il “parergo” alla relazione che Andrea Bettetini ha svolto alla Pontificia Università Lateranense il 16 maggio 2017, nell’ambito delle tre giornate organizzate presso l’Ateneo padovano, la Pontificia Università Lateranense e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nell’anno 2017 e dedicate ai cent’anni della codificazione piano-benedettina. Esso vuole mettere in evidenza la funzione ed i caratteri di un Codice nell'ordinamento ecclesiale.

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Scienze sacre nell’Ateneo di Padova dall’Impero asburgico al Regno d’Italia (1866)
21.02.2017

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L'idea di separatismo, secondo cui lo Stato unitario non poteva rinunciare, quantomeno, al tentativo di influenzare la formazione culturale dei chierici operanti sul territorio nazionale, non oltrepassava il limite oltre il quale il separatismo avrebbe smentito se stesso, arrivando cioè a rendere le facoltà teologiche obbligatorie per chi doveva assumere uffici ecclesiastici e in particolare per quelli che sarebbero stati investiti della cura delle anime di coloro che erano in contemporanea fedeli della Chiesa e sudditi dello Stato; un tale obbligo avrebbe trasformato il separatismo nel più schietto giurisdizionalismo. La desertificazione delle facoltà teologiche gestite dallo Stato, frutto di un preciso disegno dei vescovi che su di esse non potevano esercitare un controllo effettivo, e la rinuncia dello Stato a renderne obbligatoria, per i chierici, la frequenza, dovevano condurre alla decisione definitiva della loro soppressione del 1873; soppressione che appare il frutto non di un accanimento anticlericale, ma di una convergenza di interessi distinti e paralleli.

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Papa Francesco e gli sviluppi recenti del metodo sinodale
08.05.2015

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The contribution, after a concise reconstruction of improvement of synodal principle starting from Vatican II texts takes shape a progressive realization in terms of institution due to the papal legislation (as in the case of Synod of Bishops) and due to involving practise of already institutes (as cardinal College). The focus about interest in oriental experience of synodality is linked to analysis of innovative method wanted from Pope Francesco for two synods on the family.

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