News scritte da Mastrolia Paola

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Mastrolia Paola

Brevi note sulla disciplina delle ipoteche nella Milano napoleonica. Dall’assimilazione legislativa francese a quella asburgica
28.08.2023

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Il processo di adattamento della disciplina transalpina al regno Italico coinvolse anche il diritto ipotecario. In epoca napoleonica, nel Regno d’Italia, erano state mantenute le ipoteche
legali tacite e le ipoteche generali a favore di alcuni soggetti, con evidente pregiudizio per i terzi. Oltre alle norme contenute nel codice, in Francia era stata emanata una disciplina
speciale con lo scopo principale di integrare la disciplina codicistica. Luosi aveva ritenuto che le stesse disposizioni avrebbero dovuto essere emanate anche nel Regno Italico, “essendo la
legislazione in materia comune”. La fine della dominazione francese comportò l’applicazione, ancora una volta, di una nuova legislazione. Si è cercato, dunque, di capire cosa accadde
durante il passaggio dal Codice napoleonico all’ABGB, che, come è noto, era molto avanzato in materia ipotecaria, avendo attuato i moderni principi di pubblicità e specialità in modo più
rigoroso rispetto al codice francese.

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“Tutto diverso era in passato, ed è tuttora, il sistema enfiteutico in Francia, che non è in Italia”. Storia di una incompiuta assimilazione
24.10.2021

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Questo saggio analizza le differenti posizioni espresse dal Consiglio legislativo del regno d’Italia napoleonico e dal ministro della Giustizia, Giuseppe Prina, in merito alla corretta interpretazione del reale decreto del 21 maggio 1811, relativo al pagamento dell’imposta di registro. La questione giuridica riguardò la necessità di stabilire se gli affitti perpetui e i livelli perpetui dovessero essere considerati come vendite in caso di successione. Il ministro ritenne che l’imposta di registro avrebbe dovuto essere applicata anche agli affitti perpetui e ai livelli perpetui senza prevedere alcuna detrazione del canone in quanto la proprietà del bene passava, di fatto, all’affittuario perpetuo in quanto unico proprietario. Al contrario, il Consiglio opinò che i livelli perpetui e gli affitti perpetui non fossero in nessun modo assimilabili alle vendite, sicché avallò una interpretazione della proprietà ancorata alle vecchie categorie della comproprietà.

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