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Welfare comunitario e Casa della Comunità: dal PNRR alla riforma dell’assistenza sanitaria territoriale
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28.10.2022

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Il PNRR colloca le Case della Comunità nel contesto di un nuovo assetto istituzionale ed organizzativo del SSN, volto a costruire un più ampio sistema di ‘welfare comunitario’. Il lavoro, prendendo le mosse dalle indicazioni contenute nel PNRR, esamina gli interventi legislativi che in passato hanno cercato di realizzare strutture sanitarie di prossimità, per soffermarsi sul difficile iter di approvazione del D.M. 77/2022, nel quale sono stati definiti i modelli e standard dell’assistenza sanitaria territoriale. Il percorso ricostruttivo è teso a verificare se le Case della Comunità rispondano o meno all’esigenza di valorizzare il ruolo della comunità nella progettazione ed erogazione di interventi che promuovano il benessere dell’individuo secondo la definizione di salute elaborata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

scritto da Caldirola Debora
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Le attività lavorative in ambito familiare: vecchie e nuove questioni
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27.10.2022

Oct

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La prestazione di attività lavorativa nell’ambito di un nucleo familiare pone diverse problematiche connesse alla tutela del lavoratore familiare. In questo contesto, il presente contributo analizza, da un punto di vista giuslavorista, la natura giuridica dell’impresa familiare che, nel contesto post riforma del 1975, assume una fisionomia diversa e peculiare rispetto a quella che da tempo ha caratterizzato l’istituto in commento. Dopo aver delineato il quadro normativo dell’impresa familiare, con particolare riferimento alla recente regolazione (c.d. Legge Cirinnà) delle fattispecie concernenti gli “uniti civilmente” e i “conviventi di fatto”, il contributo si sofferma sulla presunzione di gratuità del lavoro familiare in ambito giurisprudenziale. Nello specifico, il contributo affronta il problema del rapporto tra prestazione a titolo gratuito e subordinazione da tempo dibattuto sia in dottrina che in giurisprudenza.

scritto da Berretta Giuseppe
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Investigatori privati e controlli sui lavoratori subordinati: un’analisi della “giurisprudenza”
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26.10.2022

Oct

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Il saggio esamina le principali soluzioni elaborate dalla giurisprudenza in tema di controlli sui lavoratori subordinati, effettuati dal datore di lavoro per il tramite di investigatori privati. Oltre a descrivere l’evoluzione degli orientamenti giurisprudenziali in materia, l’autore fornisce un’analisi critica degli argomenti che sono spesso impiegati dalla Cassazione, concentrandosi in particolare su alcune questioni come gli accertamenti a tutela del patrimonio aziendale e le indagini sui lavoratori assenti. Particolare attenzione è dedicata anche alle caratteristiche che i controlli degli investigatori possono assumere e all’incidenza delle regole sul trattamento dei dati personali.

scritto da Rossi Nicolò
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La tutela della libertà religiosa sui social media. Il pressure test dell’Oversight board: la montagna ha partorito un topolino?
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25.10.2022

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La rivoluzione digitale ha creato nuovi spazi in cui è possibile esercitare alcuni dei diritti fondamentali, tra cui spiccano la libertà di espressione e la libertà religiosa. Sebbene l’organo paragiurisdizionale di Meta, l’Oversight board, sia stato inizialmente concepito per tutelare queste libertà degli utenti, nella pratica il funzionamento del Comitato per il controllo sembra essere principalmente finalizzato all’implementazione del codice di condotta aziendale. Nel saggio si sono approfondite alcune delle decisioni dell’Oversight board in cui emerge come la funzione di fornire suggerimenti per migliorare le policy di Meta sui social media prevalga rispetto all’obiettivo di proteggere i diritti individuali.

scritto da Tonti Nico
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Una nuova epifania di bellezza: inedite piste di riflessione per una più feconda alleanza tra beni culturali ecclesiali e scienza informatica
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24.10.2022

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Prendendo le mosse da una disamina della disciplina giuridica riservata ai beni culturali ecclesiali ˗ alla luce dei loro liens étroits con il turismo culturale di interesse religioso ˗ il presente contributo si propone innanzitutto di soffermarsi sul ruolo degli archivi e delle biblioteche ecclesiastiche, rimarcando la loro digitalizzazione. Successivamente, mettendo in rilievo la trasposizione sul web dei musei ecclesiastici, si tenteranno di schiudere nuove piste di ricerca onde evidenziare gli effetti fruttuosi che specifici strumenti digitali potrebbero avere sui predetti istituti culturali. Si concluderà con un’incursione nel settore informatico, provando a intravedere come l’applicazione di particolari soluzioni tecnologiche, nella traduzione in bit di un bene culturale ecclesiale, potrebbe contribuire a una transizione verso modelli di piena sostenibilità, cementando quel nesso oramai inscindibile tra magistero della Chiesa cattolica e “cura della casa comune”.

scritto da Samorè Ilaria
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La legislazione del 18 ottobre 532. Le constitutiones ad commodum propositi operis pertinentes: gli esempi di C. 3, 10, 3 e C. 8, 37 (38), 15
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23.10.2022

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Il contributo, nel quadro di una più ampia ricerca che ha per oggetto le constitutiones ad commodum propositi operis pertinentes emanate il 18 ottobre 532, è dedicato all’analisi di C. 3, 10, 3 e di C. 8, 37 (38), 15. In particolare, ritenuto plausibile che entrambe rientrino appunto nell’ultimo ‘grappolo’ delle constitutiones ad commodum, l’autrice tenta di individuare i contesti in cui, nell’ambito dello spoglio degli antichi materiali giurisprudenziali, i compilatori e la cancelleria possano aver tratto lo spunto per compiere i due interventi normativi. L’ipotesi è che entrambe le costituzioni derivino dalla lettura dei libri ad Sabinum e che possano dimostrare che alla data del 18 ottobre del 532 il lavoro di scandaglio compiuto dai compilatori sui commentari dedicati al ius civile, come del resto anche quello dei grandi commentari ad edictum, fosse ormai avviato al completamento o, forse, fosse già terminato.

scritto da Mattioli Fabiana
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Lex Aelia Sentia, lex Iunia e manumissio censu
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22.10.2022

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Il presente studio prende in considerazione i rapporti tra la manumissio censu e le riforme augusteo-tiberiane in tema di manomissione. Le leggi Elia Senzia e Iunia modificarono il rapporto libertas-civitas e introdussero.
I genera dei liberti dediticii e dei Latini Iuniani. Inoltre, La lex Aelia Sentia stabilì requisiti specifici per la manomissione compiuta dal dominus non ancora ventenne o effettuata a favore dello schiavo di età inferiore a trent’anni. La manomissione censoria può conferire solamente la cittadinanza romana. A seguito dell’approvazione delle leges Aelia Sentia e Iunia, diminuì sempre più la possibilità di una sua concreta applicazione. Le due misure contribuirono indirettamente alla sua scomparsa.

scritto da Bisio Emanuele
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L’evoluzione del diritto internazionale privato della protezione degli adulti tra iniziative dell’Unione, modelli universali e norme interne
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31.08.2022

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L’Unione europea potrebbe adottare in un futuro non distante delle regole uniformi sulla protezione degli adulti nelle situazioni a carattere internazionale. La Commissione, dopo aver incluso il tema della protezione degli adulti nel programma di lavoro per il 2022, ha reso noto uno studio sull’argomento e lanciato una consultazione pubblica, preludio di una proposta legislativa che potrebbe essere presentata nel primo semestre del 2023. Il termine «adulti», o «adulti vulnerabili», si riferisce in questo contesto a persone di età superiore ai diciotto anni che non sono in grado di provvedere da sole ai propri interessi a causa di una limitazione o di un’alterazione delle proprie facoltà. La loro «protezione» comporta perlopiù la nomina di un terzo incaricato di assistere l’interessato, o di rappresentarlo, nel compimento di atti giuridici volti alla cura della sua persona o all’amministrazione del suo patrimonio. Si tratta, per intendersi, della protezione che il diritto italiano assicura primariamente nelle forme dell’amministrazione di sostegno, a norma degli articoli 404 c.c. Alcuni sistemi privatistici nazionali prevedono – in alternativa alla protezione giudiziale – che la persona di cui trattasi, quando è ancora in grado di determinarsi, possa organizzare in anticipo la cura dei propri interessi, personali e/o patrimoniali, nominando uno o più fiduciari e impartendo loro delle direttive. Il diritto francese, ad esempio, contempla la possibilità di stipulare a questo effetto dei mandats de protection future; il diritto spagnolo parla di poderes e i mandatos preventivos;quello irlandese conosce gli enduring powers of attorney. Anche queste particolari procure, proprio perché volte ad assicurare la protezione dell’interessato, rientrano nel perimetro del disegno di unificazione normativa che l’Unione persegue in questo campo. L’intervento dell’Unione, come accennato, dovrebbe riguardare unicamente la protezione degli adulti nei casi internazionali. Sono tali, tipicamente, i casi in cui la persona da proteggere possiede la cittadinanza di uno Stato diverso da quello in cui è stabilita, e quelli in cui i suoi beni o i suoi interessi personali sono localizzati in più paesi, ad esempio perché, per godere della compagnia di una familiare o per accedere a delle cure particolari, la persona in questione trascorre regolarmente una parte consistente del suo tempo in uno Stato diverso da quello in cui risiede, o perché il suo patrimonio comprende una seconda casa all’estero oppure delle disponibilità liquide depositate presso una banca in un paese straniero. L’atto legislativo che la Commissione ha in animo di proporre dovrebbe collocarsi sul terreno del diritto internazionale privato e avere per base giuridica l’art. 81 TFUE, relativo alla cooperazione giudiziaria in materia civile. L’Unione non ambisce, né potrebbe ambire, ad armonizzare le regole che disciplinano la protezione degli adulti sul piano materiale. All’Unione intessa piuttosto: assicurare, nei casi internazionali, un efficace riparto della competenza giurisdizionale fra gli Stati membri; dettare criteri uniformi per individuare la legge regolatrice della protezione; agevolare la circolazione delle misure di protezione fra uno Stato Membro e l’altro; far sì che le autorità degli Stati Membri possano contare sull’assistenza delle autorità degli altri Stati Membri allorché la protezione di una persona richieda la condivisione di informazioni o altre forme di dialogo e coordinamento. Lo scopo di questo scritto è quello di dar conto delle ragioni che giustificano l’attenzione dell’Unione per la protezione degli adulti e di discutere del rapporto fra le future norme europee e gli altri regimi operanti in quest’ambito: il regime internazionalprivatistico a vocazione universale racchiuso nella convenzione dell’Aja del 13 gennaio 2000 sulla protezione internazionale degli adulti[9], oggi in vigore per tredici Stati[10], fra i quali per il momento non compare l’Italia, e le norme di fonte interna dei singoli Stati Membri, incaricate di disciplinare le situazioni non coperte dai testi uniformi e di garantire l’efficace attuazione di questi ultimi sul piano interno.

scritto da Franzina Pietro
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In margine agli sponsali: una chiave interpretativa per I promessi sposi
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30.08.2022

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Un approfondimento sulla pratica degli sponsali, a partire dalle Decretali di Gregorio nono (1234), ma soprattutto nella consuetudine che si protrae fin quasi agli inizi del secolo scorso, sembra indicare una possibile chiave di interpretazione del romanzo manzoniano.
La ricerca sembra aver evidenziato che Manzoni avesse presente, sia definendo il titolo: I promessi sposi, che orchestrando l’intreccio, tale pratica. Questa riflessione può aprire la possibilità di interpretare il romanzo anche come luogo di riflessione sulla forza di una promessa.

scritto da Bastianini Lucia
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Nel solco di Aristotele. Note a favore di una concezione umanista e realista della retorica
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29.08.2022

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In questo contributo propongo una concezione positiva della retorica contro l'idea essa che sia solo l'arte del persuadere senza ragione e senza verità. Questo proposito mi darà l'opportunità di indagare brevemente l'evoluzione del rapporto tra logica e retorica e di mostrare, soprattutto sulla base della riabilitazione della Retorica aristotelica, come sia possibile superare i pregiudizi sulla persuasione, a favore di una concezione umanista e realista della retorica.

scritto da Puppo Federico
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