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News / Papers

La «pazienza della terra»: dai percorsi di dominio all’incontro nel cammino. Viaggio letterario nel diritto del patrimonio culturale
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30.06.2019

Jun

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La conservazione, protezione e trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale ereditato dal passato ha conosciuto una crescente regolamentazione, a livello sia nazionale sia internazionale, a partire almeno dall’inizio del ventesimo secolo. Oggi temi quali il contrasto al traffico di beni culturali e la restituzione di oggetti illecitamente (o ‘ingiustamente’) esportati dai Paesi di origine presentano una rilevanza sempre maggiore nell’agenda politica e legislativa di molti Stati e organismi internazionali. Questo saggio vuole indagare come un approccio ‘giusletterario’ (con un’enfasi sul concetto di Giustizia) al diritto del patrimonio culturale possa giovare al dibattito attualmente in corso, il quale tocca, oltre a questioni giuridiche assai complesse, anche implicazioni simboliche, profondamente radicate e assai sfaccettate, di natura storica, politica e socio-economica, di estrema attualità. Attraverso l’analisi di alcuni rilevanti esempi di letteratura di viaggio e di narrativa del diciottesimo e diciannovesimo secolo, il presente contributo si propone di evidenziare l’importanza di una corretta ‘contestualizzazione’ per il raggiungimento di ‘giuste’ soluzioni ai conflitti che sorgono in esito a ‘crimini’ contro il patrimonio culturale, e di suggerire come un approccio più ‘narrativo’ a tali conflitti potrebbe favorire un’efficace applicazione di modelli di alternative dispute resolution e, più specificamente, di programmi di giustizia riparativa, ai sempre più numerosi casi di richieste di ‘rimpatrio’ di beni culturali.

scritto da Visconti Arianna
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Babatha, un’esperienza alla periferia dell’impero primi appunti su Yadin 28-30
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29.06.2019

Jun

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Il presente lavoro costituisce parte di uno studio più ampio, di cui si vogliono anticipare alcune riflessioni, riguardanti il cosiddetto Archivio di Babatha. Il ritrovamento stesso, nonché le vicende che ne sono alla base, sono note oramai agli studiosi[1] e sono esposte nelle seguenti pagine.

Non di meno, a fini di chiarimento, si vuol brevemente ricordare che lungo la sponda occidentale del Mar Morto, in una grotta, detta Grotta delle Lettere, negli anni sessanta del secolo scorso, tra gli altri, furono rinvenuti dei papiri costituenti un archivio privato[2], appartenuto a una giovane donna, Babatha, probabilmente rifugiatasi nella grotta a seguito di una rivolta antiromana, e lì avrebbe trovato la morte.

Tali documenti costituiscono una fonte di cognizione eccezionale, in quanto riportano atti di natura giuridica che segnano, consentendone anche la ricostruzione, la vita della giovane donna. Tra essi è presente anche la riproduzione di una formula processuale romana, segnatamente Yadin[3] 28-30, datata circa 132 d. C., oggetto della presente disamina.

Per cogliere il tenore letterale del testo, sembra opportuno inserire il papiro nel contesto delle vicende che ne segnano il contenuto e che riguardano la proprietaria dell’archivio. Babatha sarebbe rimasta due volte vedova. Una prima si sarebbe trovata ad essere sola con un figlio minore, per cui furono istituiti due tutori. Una seconda volta, vedova con una figliastra di primo letto del defunto marito.
Ciascuna delle vicende è costellata di cause, delle quali la donna è, in modo alternato, ora parte attiva, ora parte passiva. Dal primo marito aveva ricevuto dei terreni fruttiferi in base a un testamento, impugnato dagli altri eredi. In relazione al secondo matrimonio, la vedova risulta coinvolta in altrettanti processi. Uno riguardava un prestito che la donna aveva erogato al marito per costituire la dote della figliastra: si tratterebbe di un probabile mutuo con una garanzia sui beni del coniuge. Morto costui prima che tale debito fosse estinto, Babatha si impossessa dei beni immobili dati in garanzia, ossia coltivazioni di datteri da cui traeva rendite. Anche in questo caso è tratta a giudizio dai parenti del secondo marito, oltre che da un’altra sua presunta moglie, per i terreni.
Tale documentazione, frammentaria e complessa, fa da sfondo a Yadin 28-30, ove si legge di una richiesta riguardante l’attribuzione di una somma di denaro, in favore di un soggetto, avverso i suoi tutori.

scritto da di Cintio Lucia
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Gli equivoci della dignità umana ed il fondamento della biogiuridica
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28.06.2019

Jun

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L’articolo discute sull'esaurimento semantico della parola dignità conseguito anche alla diffusione di un atteggiamento secolarista in ambito filosofico e giuridico; mette in evidenza alcune conseguenze concrete di questa evoluzione nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani in materia biogiuridica e propone alcune linee di riflessione volte al suo ripensamento.

scritto da Sartea Claudio
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A cherry waiting for the cake: past and present of solidarity in Europe
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28.06.2019

Jun

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Il fondamento teorico della protezione sociale si rintraccia nel principio di solidarietà che mira ad assicurare specifici diritti sociali al fine di rimediare i differenti volti della vulnerabilità. La protezione sociale assicurata dallo Stato, offre eguali opportunità per una vita dignitosa, laddove la sua mancanza è la principale causa del malessere sociale, specialmente in tempi austerità. L’attuale crisi economica e politica in Europa è anche il risultato della debolezza dell’impegno delle istituzioni europee verso la solidarietà e i diritti sociali. Il principio di solidarietà, benché testualmente previsto nei Trattati Europei, appare molto simile ad una ciliegina in attesa della torta che avrebbe bisogno dei maggiori rinforzi di un modello cittadinanza europeo veramente sociale.

scritto da Chiarella Paola
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Dal globalismo economico al cosmopolitismo giuridico. Una riflessione tra effettività e idealità
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27.06.2019

Jun

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Il saggio intende presentare il principio della sovranità nazionale come un fattore essenziale per la transizione da un modello riduttivo di globalizzazione, in cui l’identità degli individui e degli Stati tende a essere assorbita nelle dinamiche impersonali dell’economia e della finanza, a un modello ideale di globalizzazione intesa organicamente nei termini di un cosmopolitismo giuridico capace di superare, senza alcuna negazione, sia il livello nazionale che il livello internazionale della società umana nella direzione di un ulteriore livello, propriamente sovranazionale. Si tratta dell’idea cosmopolitica di realizzare, attraverso l’intrinseca diffusività o universalità dei princìpi fondamentali del diritto, il basilare nesso dialettico di “unità nella differenza”, rendendo possibile una nuova relazione tra tutto e parti, comunità mondiale e dimensione nazionale. Ciò significa che in una vera globalizzazione, giuridica e cosmopolitica, le prerogative di sovranità e autodeterminazione di ogni popolo sono adeguatamente garantite, entro i limiti dei doveri di pacifica coesistenza e di solidarietà dettati dalla razionalità etica del diritto e da un internazionalismo più equilibrato di quello attuale).

scritto da Troncarelli Barbara
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Note sulla dimissione del Vescovo dallo stato clericale
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25.06.2019

Jun

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Il saggio trae spunto da alcuni recenti eventi ecclesiali e provvedimenti pontifici che, ad avviso dell'Autore, possono risultare gravidi di conseguenze e rappresentare, altresì, delicate e problematiche interferenze con quella che è la divina, irreformabile costituzione della Chiesa e l’ecclesiologia, siccome essa promana soprattutto dal Concilio Vaticano II e dalla imponente riflessione teologica che ne è schiettamente derivata. In estrema sintesi, quel che si intende qui rappresentare è una non lieve (assai sofferta) perplessità circa la reale, legittima possibilità che un Vescovo possa essere dimesso dallo stato clericale; o, quanto meno, nel caso che la legittimità di siffatto provvedimento non risultasse esclusa, qui si intende evidenziare la veemente non opportunità dello stesso.
L’evento ecclesiale, e la relativa decisione pontificia, di cui si tratta, infatti, riguarda la dimissione dallo stato clericale dei Vescovi cileni Cox Huneeus e Ordenes Fernandez, e dell’ex Cardinale statunitense McCarrick. È fuor di dubbio - ed è bene dichiararlo sin da subito per sgombrare, ab imo fundo, il campo da ogni fraintendimento o equivoco e sottovalutazione del dolore delle vittime - che le ragioni che hanno motivato la decisione pontificia sono gravissime e non possono ormai essere misconosciute o sottovalutate: il recente summit pastorale voluto a Roma dal Santo Padre con i Presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo, alcuni Capi Dicastero della Curia Romana, altri esperti e rappresentanti delle vittime, lo dimostra in maniera irrefutabile.
Le presenti riflessioni intendono piuttosto declinarsi essenzialmente sul fronte canonico e su quello ecclesiologico.

scritto da Sciacca Giuseppe
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Alcune osservazioni in tema di communio: la natura giuridica dell’actio communi dividundo
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25.02.2019

Feb

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Lo studio analizza le origini della communio quale fenomeno giuridico complesso nell’esperienza giuridica romana. In particolare l’interesse è concentrato sulla introduzione e la formula dell’actio communi dividundo tra bona fides e societas.

scritto da Carro Valeria
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Natura ed effetti della sospensione dei pagamenti di cui all’art. 48 bis del d.P.R. n. 602/73
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24.02.2019

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Il recente intervento legislativo di ampliamento dell’ambito di applicazione del blocco dei pagamenti di cui all’art. 48 bis del d.P.R. n. 602/73, al quale sono peraltro connessi ulteriori e non meno incisivi effetti, induce a procedere ad un inquadramento sistematico dello stesso. A tal fine, dopo avere dimostrato l’ascrivibilità della misura a quelle cautelari automatiche con contenuto anticipatorio, si prospettano sulla base dei principi dell’ordinamento nazionale e comunitario i possibili rimedi alla carenza di tutela del destinatario.

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Il nuovo regolamento attuativo dell'iniziativa dei cittadini europei: osservazioni a prima lettura
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23.02.2019

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L'articolo ha per oggetto il nuovo regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'iniziativa dei cittadini europei (ICE), che si applicherà dal 1° gennaio 2020 sostituendo il regolamento n. 211/2011. Dopo una sintetica illustrazione del vigente regime giuridico dell'ICE e delle criticità emerse nella sua applicazione, l'articolo esamina le principali novità introdotte dal nuovo regolamento, con l'obiettivo di comprendere se esso potrà contribuire alla piena valorizzazione dell'ICE quale strumento volto a rafforzare la legittimità democratica dell'Unione europea.

scritto da Santini Andrea
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Dal funzionalismo strutturale al "nichilismo giuridico"
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22.02.2019

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La trasformazione di significato che investe le categorie antropologico-giuridiche con cui si è soliti interpretare la realtà determina un’epoca, quella contemporanea, di difficile definizione, caratterizzata da uno sradicamento esistenziale generalizzato. Ne deriva un processo di annichilimento del diritto, espressione utilizzata da Bruno Romano per descrivere l’attuale normatività e frutto di un pregresso e radicato nichilismo finanziario. Nel presente contributo, la teoria funzional-sistemica di Niklas Luhmann è assunta quale chiave di lettura di uno scenario in cui, nella prospettiva di Romano, si afferma il primato del funzionamento, ovverosia di quel principio-guida del “nichilismo giuridico” che, come emerge nella riflessione di Natalino Irti, si realizza nel proceduralismo.

scritto da Chiesi Valentina
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