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La selezione e la graduazione dell’ingiusto nella tutela penale degli animali. Tecniche normative e bilanciamento degli interessi politico-criminali
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25.10.2020

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L’Autore analizza, dal punto di vista politico criminale e dogmatico, i criteri e gli strumenti normativi attraverso cui il legislatore imposta e gradua il rimprovero nei confronti delle condotte che ledono il benessere degli animali.

scritto da Fasani Fabio
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Studi sul compromissum arbitri. I. La letteratura e l’exceptio pacti
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24.10.2020

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Il tema affrontato in questo articolo, che rappresenta un capitolo di una più ampia ricerca, è quello del compromissum aribitri, in particolare sotto il profilo di quelli che sono i due aspetti che si presentano più problematici. Tenendo conto dei risultati raggiunti dalla dottrina moderna, segnata profondamente dalle opere di due grandi studiosi, Giorgio La Pira e Mario Talamanca, si analizza, da un lato, il rapporto fra l’accordo delle parti (conventio) e le stipulazioni con le quali le stesse parti si promettevano reciprocamente una somma per il caso in cui l’una o l’altra non avesse rispettato quanto convenuto, dall’altro, la questione del diniego dell’exceptio pacti alla parte convenuta in giudizio nonostante il compromesso.

scritto da Fusco Stefania
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Accusandi necessitas incumbet domino servum suum. Questioni pregiudiziali in caso di accusatio adulterii
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23.10.2020

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Il contributo tratta dell'accusatio adulterii. In particolare, dopo aver ricostruito la disciplina dell'adulterio prevista dalla lex Iulia de adulteriis coercendis, l'articolo si sofferma sul caso dell'adulterio commesso da una donna con uno schiavo del marito. Per quanto riguarda questo caso, il contributo propone un'esegesi di Ulp. 3 de adult. D. 48.2.5 e Marc. 1 de publ. iudic. D. 48.5.34 pr. Partendo dalle informazioni che ci offrono i due frammenti del Digesto, il lavoro tratta brevemente il significato del termine praeiudicium nel processo romano. Nelle conclusioni, vengono prese in considerazione le tendenze umanitarie della giurisprudenza classica, in considerazione del trattamento dello schiavo indicato da Ulpianus e Aelius Marcianus.

scritto da Giumetti Fausto
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Ripensamenti sulla collocazione palingenetica di una regula iuris
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22.10.2020

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Il contributo si focalizza sugli aspetti palingenetici del frammento conservato in D. 50.17.109 (Paul. 5 ad ed.) mettendo in evidenza in particolare come lo stesso Otto Lenel mostri ripensamenti sulla collocazione del brano nelle diverse edizioni del suo Edictum Perpetuum e come la scelta effettuata dallo studioso tedesco nella Palingenesia iuris civilis si discosti dalla sequenza inserita da Krüger nelle edizioni stereotipe del Digesto.

scritto da Di Maria Sabrina
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Esclusione, inclusione, localismo dell’Impero romano e prospettive di comparazione
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01.09.2020

Sep

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Il contributo si propone di indagare il tema della esclusione, inclusione, localismo dell’Impero romano. In particolare verrà presa in esame la cittadinanza sotto diversi aspetti: la sua natura identitaria o meno e la sua concessione, soprattutto nel giudizio degli antichi. Inoltre si considereranno aspetti particolarmente delicati come la concessione della cittadinanza e la conservazione di privilegi particolari come l'optio fori.

scritto da Palma Antonio
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Profughi e prigionieri romani nell’età delle invasioni barbariche
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31.08.2020

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Il lavoro si occupa degli spostamenti di popolazione, per necessità o coazione, nel periodo delle grandi invasioni barbariche in occidente dalla fine del IV fino al VII secolo. Segue le vicende dei profughi romani soprattutto in Italia nel periodo della guerra fra Goti e Bizantini e dell’invasione longobarda e nel Norico nella testimonianza della Vita Severini di Eugippio, Una conseguenza delle invasioni barbariche è la cattura di masse di prigionieri romani, che se non vengono trucidati, come talora accade soprattutto per i prigionieri maschi, o riscattati immediatamente, subiscono deportazioni anche a notevoli distanze e sono impiegati come servi domestici, come valletti dei guerrieri o come lavoratori agricoli in territorio barbarico o messi in vendita sui mercati. Questi prigionieri sono talora acquistati da mercanti di schiavi e messi in vendita anche in territorio romano, o sono riscattati da benefattori, talora ecclesiastici, o da e per conto di parenti. Le chiese sono fortemente impegnate in questo che viene considerato un gesto essenziale di carità e che ricevono spesso donazioni con questo specifico scopo. Il ritorno eventuale in patria dei prigionieri non è privo di rischi dal momento che oltre alle difficoltà del viaggio esiste la possibilità che, per l’ignoranza del loro status, siano rivendicati come schiavi da possessores locali.

scritto da Neri Valerio
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Rifugiati nella Roma imperiale. Flavio Giuseppe, un sorvegliato speciale
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30.08.2020

Aug

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Si ripercorre la biografia di Flavio Giuseppe nei suoi momenti salienti, soprattutto nel momento del suo passaggio ai Romani. Giuseppe passò dallo stato di prigioniero a quello di libero cittadino ‘sorvegliato speciale’ e riuscì a godere sempre della protezione degli imperatori Flavi sfruttando abilmente questa sua posizione privilegiata.

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Niebuhr, l’isopoliteia e il ius migrandiarcaico
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29.08.2020

Aug

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Nelle Antiquitates Romanae, Dionigi di Alicarnasso impiegò il termine isopoliteia per riferirsi ai rapporti esistenti tra Romani e Latini nel periodo successivo al foedus Cassianum (493 a.C.). Lo storico moderno Barthold Georg Niebuhr (1776-1831) spiegò il significato di isopoliteia nell’opinione di Dionigi sulla base del confronto con il significato che il termine aveva avuto nei trattati tra le poleis di età ellenistica. Dai risultati che trasse da tale confronto, Niebuhr sviluppò una teoria, secondo la quale Romani e Latini dall’inizio del quinto secolo a.C. godevano di un reciproco ius migrandi. In questo contributo si sottopone a esame critico la teoria di Niebuhr (che influenzò molto la seriore dottrina) e si nega che nel quinto secolo a.C. sia mai esistito il c.d. ius migrandi tra Romani e Latini.

scritto da Gagliardi Lorenzo
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Il ver sacrum. Considerazioni in merito a regime e sviluppo storico di un antico rito migratorio
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28.08.2020

Aug

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In questo contributo l’autore mostra come il voto del ver sacrum, antico rito italico, che implicava il sacrificio agli dei di tutti i nuovi nati in una certa primavera, si fosse trasformato nel tempo, per gli umani, in una pratica essenzialmente migratoria, dato che essi, anziché immolati, venivano espulsi dal territorio una volta divenuti adulti. Pertanto, in adempimento della promessa si assisteva sovente a migrazioni generazionali di massa. Da una precisa testimonianza liviana si evince peraltro che, nel 217 a.C., il ver sacrum si era mantenuto a Roma nella forma di offerta sacrificale di soli animali; tuttavia, il differimento di venti anni della sua esecuzione viene imputato dall’autore, più che alla disciplina dell’avveramento della condizione apposta al voto, alla significativa sopravvivenza, in qualche suo elemento, del regime del ver sacrum inteso come rito migratorio.

scritto da Franchini Lorenzo
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«Exitio est avidum mare nautis»: la «miserrima naufragorum fortuna» nell’antico Mediterraneo
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27.08.2020

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Oggetto della ricerca è l’indagine dei fondamenti antropologici, geografici ed economici delle pratiche predatorie ai danni dei naviganti. Si analizzerà, inoltre, la stretta relazione che intercorre tra le forme di concettualizzazione e di rappresentazione dell’‘altro’ nell’antichità mediterranea, e l’applicazione della cosiddetta ‘law of salvage’.

scritto da Galeotti Sara
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