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L’amministrazione e le sue responsabilità patrimoniali ai tempi dell’emergenza da Covid-19
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24.12.2020

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La pandemia che si è abbattuta sull’Italia nel 2020 ha avuto importanti conseguenze sul sistema amministrativo. Il Covid, infatti, non solo ha moltiplicato le richieste di interventi pubblici, ma ha accresciuto il bisogno di apparati amministrativi efficienti, capaci di rispondere all’emergenza sanitaria ed economica con tempestività ed efficacia. Tale necessità si è scontrata con i noti problemi del sistema burocratico, a partire dal rischio che i funzionari ricorrano a prassi difensive pur di sottrarsi alle numerose occasioni di responsabilità nelle quali potrebbero incorrere. La necessità di ovviare a questi problemi è alla base dell’art. 21 del decreto semplificazioni (d.l. n. 76/2020) con il quale il legislatore ha voluto modificare temporaneamente (fino al 31 dicembre 2021) la disciplina sulla responsabilità dei funzionari a seconda che il danno derivi da omissioni e inerzie o da condotte attive, escludendo in questo secondo caso la responsabilità per le condotte imputabili a colpa anche grave. Lo scritto si occupa di questi temi guardando anche alle specificità del sistema sanitario e al ruolo e alle responsabilità degli organi tecnici che hanno svolto attività consultiva durante l’emergenza.

scritto da Micciché Calogero
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L’orizzonte giuridico dell’incontro con l’altro
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23.12.2020

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A partire dall’approccio critico al tema della giustizia, nell’ottica della filosofia del diritto, il testo ripropone il bisogno attuale di ‘ripensare il pensiero’ sul diritto, perché esso sia strumento dialogico per strutturare relazioni consapevoli e azioni responsabili tra gli uomini. Attraverso un approccio ermeneutico alla realtà, con la chiave di lettura offerta dalla riflessione sull’utopia positiva e concreta, è delineata la connessione tra il principio di fraternità e la prospettiva della giustizia riparativa. La proposta teoretica della giustizia riparativa è messa quindi alla prova della natura e della funzione del diritto penale canonico, attraverso l’analisi di tre prospettive: la funzione della pena, la risposta dell’ordinamento al male, lo sviluppo teorico-pratico della prospettiva riparativa nella riflessione ecclesiale sulla pena di morte.

scritto da Iaccarino Antonio
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La giurisprudenza della Corte di Giustizia sulla gig economy: il caso di Uber
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22.12.2020

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L' irruzione delle piattaforme digitali in tanti settori economici e sociali è stata particolarmente intensa nel settore dei trasporti a richiesta e ha generato interrogativi sull'adeguatezza delle norme giuridiche create per altri tempi e altre realtà sociali. Le due sentenze emesse dalla Corte di Giustizia nel 2018 hanno classificato Uber come azienda di trasporto. Lo scopo di questo documento è quello di analizzare le importanti conseguenze che l'applicazione di una normativa territoriale fortemente interventista, basata sulla sicurezza dei passeggeri e sul controllo della qualità nella fornitura del servizio, comporta per il settore, indipendentemente dalla classificazione come lavoro subordinato del rapporto tra Uber e i suoi autisti.

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“Nemica del marito, ostile alla natura”: l'aborto entro e fuori il matrimonio negli ordinamenti dell'Impero d'Oriente
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21.12.2020

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Nelle fonti di età classica l'aborto è lesione della spes liberorum del marito. Ne è autrice la sola donna sposata, sanzionata con ripudio e decurtazione della dote. Per la medesima ratio, con un rescritto di Severo e Caracalla lo si persegue come crimen, estendendone la pena alle divorziate. Può supporsi che dalla Compilazione venga punito (anche) come omicidio del feto, poiché tale precetto, proprio della canonistica, vi viene recepito per mezzo di un uso ‘interpolatorio’ di Ulp. (33 ad ed.) D. 48,8,8 che amplia a tutte le donne l'area dei soggetti punibili. Tale regime si perpetua fino all'età dei Macedoni, ad eccezione di Ecl. 17,36 che lo imputa, per la loro πορνεία, alle sole innuptae, e lascia la punizione delle altre all'ordinamento ecclesiastico, quale ulteriore esempio, nel diritto bizantino, della reciproca integrazione dei sistemi repressivi di Chiesa e Impero, particolarmente evidente nella persecuzione di fatti illeciti consistenti in condotte 'eticamente rilevanti'.

scritto da Botta Fabio
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Principio di eguaglianza e razza, tra dibattito costituente e giurisprudenza costituzionale
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01.11.2020

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Il saggio si propone di analizzare il significato e l’efficacia del divieto di discriminazione per razza posto dall’art. 3, primo comma, della Costituzione italiana. La tesi che si vorrebbe dimostrare si incentra fondamentalmente nell’idea che sia opportuno, in senso politico e culturale, ma soprattutto necessario sul piano giuridico, conservare in Costituzione l’espresso richiamo al concetto di razza come causa di diseguaglianza di trattamento, così da poterne inequivocabilmente inferire il definitivo e inoppugnabile rifiuto. Proprio la collocazione dell’idea di razza come causa di discriminazione in una disposizione compresa tra i principi fondamentali, ne rende possibile la cognizione da parte giudice costituzionale, il quale dispone dello strumento giuridico per decretare l’annullamento di leggi o atti con forza di legge contrastanti con quel divieto. Per sostenere tale posizione, oltre all’inquadramento sintetico del percorso di sviluppo delle teorie filosofico-politiche che hanno costituito il retroterra del dibattito in Assemblea Costituente, opportunamente ricostruito nel saggio, sono prese in esame le decisioni più significative della Corte costituzionale, nelle quali il divieto di discriminazione per razza ha funzionato come parametro di legittimità costituzionale, in coppia con la lingua e con la religione.

scritto da Satta Vincenzo
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Il regime giuridico delle “collezioni” di proprietà degli enti della Chiesa tra diritto canonico e diritto civile
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30.10.2020

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Il presente lavoro intende mettere in evidenza il legame che intercorre tra la normativa civile, canonica e pattizia in materia di archivi, biblioteche e musei ecclesiastici, intesi anche quali collezioni di beni.

scritto da Lacroce Luigi
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Dal corpo politico alla corporate governance. Organizzazione pubblica e immagine giuridica del mondo
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29.10.2020

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La teoria sociologica dell’isomorfismo organizzativo presenta inattesi profili di rilevanza in ordine ad alcune categorie fondanti del diritto pubblico. In particolare, muovendo dalla riflessione weberiana intorno alle immagini del mondo e al loro rapporto con il fenomeno del potere, la duplicazione dei modelli organizzativi individuata dai teorici dell’isomorfismo appare utile per dare conto di alcune regolarità giuspubblicistiche implicate nei processi di legittimazione.

scritto da Costa Paolo
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Responsabilità sanitaria e pandemia. Profili civilistici
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28.10.2020

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Lo scritto è dedicato alla responsabilità civile sanitaria al tempo del Covid-19. Esso ha riguardo sia alla responsabilità del medico, sia alla responsabilità della struttura ospedaliera: disciplinate dalla legge 8 marzo 2017, n. 24 secondo regole differenti. Dette regole sembrano idonee a rispondere alle esigenze poste dalla pandemia, anche se resta l’obiezione di fondo sull’adeguatezza della responsabilità aquiliana quando si tratti della responsabilità del medico dipendente da struttura ospedaliera. Particolare attenzione è dedicata alla responsabilità della struttura sanitaria e al suo fondamento, che, anche alla luce della centralità che esso assume nella recente riforma, parrebbe essere il rischio.

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Cinquant’anni di Bioetica. Il sapere normativo della civiltà tecnologica ed i suoi dilemmi
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27.10.2020

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Il saggio prende occasione dal cinquantesimo anniversario dell’introduzione del neologismo che denomina la Bioetica per proporre un’analisi della sua attuale crisi ed una riscoperta delle sue matrici teoretiche e delle sue originarie finalità. Assieme alla Biogiuridica, la Bioetica continua a costituire un sapere normativo necessario per affrontare le sfide della civiltà biotecnologica, e questo articolo cerca di suggerire alcune possibili linee per il suo sviluppo futuro.

scritto da Sartea Claudio
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Violazioni gravi e manifeste del diritto dell’Unione europea: prime considerazioni sull’ordinanza S.U. 18 settembre 2020, n. 19528
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26.10.2020

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L’ordinanza della Corte di cassazione di rinvio alla Corte di giustizia ex art. 267 TFUE interviene sulla questione della sindacabilità, sotto il profilo del difetto di giurisdizione, di pronunce del Consiglio di Stato in violazione grave e manifesta del diritto UE. In particolare, viene in considerazione la prassi del G.A., in caso di contestuali ricorsi volti alla reciproca esclusione di offerenti in una procedura di appalto pubblico, di esaminare prima il ricorso incidentale rispetto a quello principale, in contrasto con la giurisprudenza comunitaria che impone, invece, l’esame di entrambi i ricorsi. In passato, la Corte di cassazione ammetteva questo tipo di ricorsi ex art. 111, c. 8 Cost., sul presupposto di una nozione ampia ed evoluta di giurisdizione e in omaggio al principio di effettività della tutela. La pronuncia della Corte costituzionale 6/2018 si frappone a questa “lettura” e induce la Corte regolatrice ad interrogare la Corte di giustizia in materia.

scritto da Piva Paolo
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