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Dal funzionalismo strutturale al "nichilismo giuridico"
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22.02.2019

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La trasformazione di significato che investe le categorie antropologico-giuridiche con cui si è soliti interpretare la realtà determina un’epoca, quella contemporanea, di difficile definizione, caratterizzata da uno sradicamento esistenziale generalizzato. Ne deriva un processo di annichilimento del diritto, espressione utilizzata da Bruno Romano per descrivere l’attuale normatività e frutto di un pregresso e radicato nichilismo finanziario. Nel presente contributo, la teoria funzional-sistemica di Niklas Luhmann è assunta quale chiave di lettura di uno scenario in cui, nella prospettiva di Romano, si afferma il primato del funzionamento, ovverosia di quel principio-guida del “nichilismo giuridico” che, come emerge nella riflessione di Natalino Irti, si realizza nel proceduralismo.

scritto da Chiesi Valentina
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L’ampliamento dell’ordine episcopale del Collegio cardinalizio: la cooptazione di quattro porporati equiparati ai Cardinali Vescovi (rescriptum ex aud
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21.02.2019

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Con il rescritto ex audientia Ss.mi del 26 giugno 2018, Papa Francesco ha cooptato tre Cardinali presbiteri ed un Cardinale diacono nell’ordine dei Vescovi del Collegio cardinalizio, equiparandoli in tutto ai Cardinali insigniti del titolo di una chiesa suburbicaria, in deroga al Codice di Diritto Canonico del 1983. Nel contributo si tenta di individuare le ragioni sottostanti alla decisione pontificia, che ha modificato la struttura del Collegio dei Cardinali ed influenzerà l’elezione del successore di Pietro.

scritto da Ganarin Manuel
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Il riconoscimento civile dello scioglimento canonico del matrimonio non consumato e l'attuale regime pattizio: spunti per un ripensamento (in vista d'
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20.02.2019

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Il Concordato revisionato (nel 1984) non contempla più una previsione sul riconoscimento civile delle dispense canoniche super rato: e ciò, eminentemente, in ragione di condizionamenti politico-ideologici che incidono sul percorso di revisione (bilaterale), e sul contestuale intervento della Consulta (sent. 18/1982) che (a negoziati ancora in corso) avalla la teorica alla base di quei condizionamenti (il ‘dominio’ statale sulla regolazione del rapporto coniugale), operando un vaglio in senso formalistico sulla procedura super rato e approdando all’avviso di un’insufficiente garanzia di tutela giurisdizionale (ivi prestata). Questo saggio mira anzitutto a focalizzare l’origine, la “misura” e l’incidenza di questi condizionamenti nel condurre all’espunzione della previsione in parola; ponendo in luce, appresso, (le contraddizioni e) i contrasti che si producono, in ragione di tale espunzione, rispetto all’assiologia, alla “filosofia” e alle finalità dell’Accordo del 1984. Successivamente, (il saggio) procede a un’agile disamina delle innovazioni/evoluzioni che dopo la sigla dell’Accordo si registrano nei due (rispettivi) fronti ordinamentali, atte ad agevolare, sotto diversi aspetti, una più compiuta delineazione della specificità delle procedure super rato (e della portata effettiva delle garanzie in esse fornite); ponendo in evidenza, in particolare, per quanto riguarda il fronte statale, i salienti sviluppi giurisprudenziali che paiono segnalare, per molti versi, l’urgenza di un compiuto diradamento di quella persistente “ombra” (politico-)ideologica gravante sull’Accordo.

scritto da Dell'Oglio Marco
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L'azione di contrasto preventivo alla criminalità mafiosa e le informazioni antimafia interdittive: tra legalità ed efficacia
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19.02.2019

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Il saggio affronta il tema delle misure di contrasto preventivo all’attività delle organizzazioni mafiose, con particolare riguardo alle informazioni antimafia interdittive. Dopo un esame dei tratti essenziali di quelle misure e delle ragioni di tensione con il principio di legalità, il lavoro si sofferma sulla necessità di adottare accorgimenti di natura procedimentale e organizzativa per preservare la legittimità di questo efficace strumento di contrasto.

scritto da Micciché Calogero
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Partecipazione dei lavoratori e licenziamenti collettivi
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18.02.2019

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Il saggio approfondisce il pensiero di Mario Napoli in materia di partecipazione e licenziamenti collettivi, approfondendo l’aspetto della procedura di informazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori alla luce delle più recenti evoluzioni legislative e giurisprudenziali. L’autore conclude lamentando l’ormai inescusabile ritardo dell’ordinamento nazionale in tema di partecipazione dei lavoratori, tanto più grave nel delicato passaggio ai sistemi produttivi caratteristici dell’Industria 4.0.

scritto da Corti Matteo
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Principio di sussidiarietà, diritti Sociali e welfare responsabile. Un confronto tra cultura sociologica e cultura giuridica
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28.10.2018

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Il saggio, dopo aver affrontato il tema della sussidiarietà orizzontale e dei diritti sociali, tenendo conto di contributi provenienti da diversi versanti disciplinari, discute intorno ad alcuni modelli di welfare, operando un confronto tra cultura sociologica e cultura giuridica.

After a short reflection on the issue of horizontal subsidiarity and social rights, taking into account contributions from different disciplines, the essay analyzes some welfare models, making also a comparison between sociological and legal culture.

scritto da Benvenuti Luigi
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Il Codice Terzo Settore: un nuovo paradigma?
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28.10.2018

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L’articolo sottolinea la portata innovativa del Codice del Terzo settore (d.lgs. 117/2017). Un vero e proprio cambio di paradigma nel rapporto pubblico-privato, che, seppure pienamente in linea con lo spirito costituzionale, non è privo di contraddizioni.

The article underlines the novelty of the recent reform of the non profit/ voluntary sector introduced by Legislative Decree n. 117/2017. The reform significantly reshapes the traditional private-public division in addressing public and common interests. This notwithstanding, the reform leaves some critical and controversial issues open.

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Evandro, Augusto. Auctoritas, potestas, imperium. Brevi annotazioni storiche e semantiche
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28.10.2018

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Si considerano le assonanti espressioni contenute in Liv. 1.7.8 e in R.g. 34.3. Si rimarcano alcune analogie di luoghi e circostanze e si ipotizza che la figura del mitico Evandro possa essere stata tracciata prendendo a modello Augusto.

We consider the assonant expressions contained in Liv. 1.7.8 and in R.g. 34.3. We point out some similarities of places and circumstances and it is hypothesized that the figure of the mythical Evander may have been traced by taking the model Augustus.

scritto da Bianchi Ernesto
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Quinto Elio Tuberone e il suo tempo
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28.10.2018

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Il lavoro si propone di indagare su Quinto Elio Tuberone ‘il giovane’, cercando di ricomporne le vicende della vita, i legami culturali e politici. L’A. prende le mosse da Pomp., lib. sing. ench. D. 1.2.2.46 ed integra le informazioni ivi contenute con altre desumibili dalla nota orazione tenuta da Cicerone in difesa di Quinto Ligario, accusato da Tuberone di crimen perduellionis. L’orazione, con i suoi intrecci, le sue tensioni, il tono vibrante, rappresenta un momento centrale del pensiero politico ciceroniano e lascia emergere i toni della polemica tra l’Arpinate, espressione di un gruppo dirigente battuto, ma teso a riorganizzare le sue fila e pronto a confrontarsi con il nuovo centro del potere, e Tuberone, suo avversario, che di questo centro di potere è già parte. Il sermo antiquus, di cui parla Pomponio e che ricorda, sia pure in modo più attenuato e sfumato, il giudizio ciceroniano sul ‘tipo’ di oratoria di Tuberone ‘il vecchio’, appare, per l’A., una scelta voluta dal giurista che intende porsi nel solco di una tradizione familiare che vuole difendere e nella quale trova le motivazioni ideologiche per le sue scelte politiche, certamente non troppo tormentate.

The research aims to examine on Quinto Elio Tuberone “the young”, trying to recompose the vicissitudes of life, cultural and political bounds. The A. starts from Pomponio’s speech, lib. sing. ench. D. 1.2.2.46 and it integrates information here included along with other deduced from the well-know speech held by Cicerone in defense of Quinto Ligario, accused by Tuberone of crimen perduellionis. The speech, with all the intricacies, its tension, vibrating tone, represents a key moment of Ciceronian political thought and it brings out the polemic tone between Cicero, symbol of a defeated leading group, but aimed at reorganizing him components and ready to confront with the new power’s center, and Tuberone, his opponent, who is already part of this center of power. The sermo antiquus, of which Pomponio speaks and which remembers, both in a tempered and nuanced way, the Cicero’s view about the “type” of speech made by Tuberone “the old”, looks, for the A., a choice wanted by the lawyer who wants to put along the lines of a family tradition that he wants to defend and in which he find the ideological motivations for his political choices, undoubtedly not a lot tormented.

scritto da Manzo Annamaria
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Il processo di Gesù: dalla flagellazione alla crocifissione
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28.10.2018

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L’articolo esamina la flagellazione di Gesù decretata da Pilato narrata nei quattro Vangeli nel tentativo di coglierne presupposti giuridici e funzione giocati all’interno del processo.
Soprattutto il racconto di Giovanni fornisce l’evidenza di passaggi che appaiono dare forma a due processi. La flagellazione risulta disposta a conclusione di una prima inchiesta compiuta de plano da Pilato, come castigo per un crimine non meritevole di pena capitale: sanzione autonoma, quindi, e non accessoria alla crocifissione. Indotto dalle pressioni dei Giudei, il prefetto si siederà poi pro tribunali, ormai intenzionato a cambiare la prima sommaria decisione, così accogliendo le richieste degli accusatori che chiedevano la condanna a morte dell’Imputato.

The scourging of Jesus decreed by Pilate, as reported in the four Gospels, is here focused with a view to understanding the grounds for it and the role it played within the Trial.
John’s narrative, more than Mark’s or Matthew’s (in Luke the scourging is only announced), shows clearly the steps of what takes the form of a double trial. Meant to put an end to the trial held de plano before Pilate, the execution of the scourging was due to castigate the Defendant for a crime not deserving death penalty: an autonomous minor punishment, rather than a punishment ancillary to the crucifixion. Upon insistence of the Jews, the Prefect will go to sit pro tribunali, aiming at changing his first, maybe too hasty, decision, thus letting the accusers get their point: the death of the Man.

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