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News / Papers

La prova dell’esclusione implicita del bonum fidei: note a margine di una sentenza coram Salvatori
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28.06.2018

Jun

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Affinchè sussista l’esclusione del bonum fidei si richiede un atto di volontà con cui un nubente rifiuti di consegnare all’altro il diritto esclusivo alla fedeltà. Per perpetrare l’esclusione è necessaria la presenza di un atto positivo di volotnà escludente che può essere anche implicito, rinvenibile nel complesso delle circostanze. Per dimostrare l’esclusione il giudice deve comprendere quale sia stata l’intenzione del contraente non soltanto sulla base delle confessioni dell’asserito simulante ma anche attraverso l’analisi delle circostanze da valutarsi con massima diligenza, al punto che queste possano essere considerate anche la prova fondamentale su cui poggiare la certezza morale da raggiungere.

scritto da Lobiati Paolo G.M.
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Soggettività umana e diritto al lavoro nella trasformazione digitale
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27.06.2018

Jun

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Il saggio intende proporre una riflessione critica sulla trasformazione digitale effettuata all’insegna di un rischioso sviluppo tecnocratico, e non di un vero progresso tecnologico. Ne è una conferma il modello di industria 4.0, nella misura in cui miri a sostituire le risorse umane con sistemi robotici, piuttosto che a fornire sussidio al lavoro dell’uomo. Di qui, l’importanza di resistere a una società automatizzata che comporti la crescente esautorazione dell’uomo, e di conferire centralità a un ‘diritto per princìpi’ che riaffermi le istanze di dignità e solidarietà a tutela della soggettività umana. Si tratta di una soggettività che non può essere resa fungibile da alcuna macchina, né limitata da un’arbitraria attribuzione di soggettività anche ad agenti artificiali, che restano comunque oggetti o entità cosali, e dei cui danni eventualmente compiuti sono unici responsabili gli esseri umani, essendo chiamati a riconoscere non i presunti diritti e doveri delle macchine, ma i loro stessi diritti e doveri fondamentali

scritto da Troncarelli Barbara
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Ancora sul promotore di giustizia
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26.06.2018

Jun

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Il pontefice Giovanni Paolo II era intervenuto, sui compiti del promotore di giustizia nel processo matrimoniale , in due allocuzioni antecedenti il Codex del 1983. Nell’allocuzione del 4 febbraio 1980 il Pontefice accennava all’eventuale votum del promotore, associandone il compito a quello delle altre parti processuali nell’aiutare il giudice a servire la verità perché trionfi la giustizia . In quella del 28 gennaio 1982, poi, il promotore di giustizia veniva dipinto come quell’officiale, eventuale nel processo matrimoniale, che agisce per favorire la verità e la giustizia, non per assecondare ma per salvare . Dopo il Codex del 1983, l’attribuzione al promotore di una pars costruens evidentemente viene realizzata, nel caso dell’esercizio del diritto d’accusa del matrimonio , attraverso il condizionamento della sua azione alla circostanza che la possibile nullità sia divulgata nella comunità e il matrimonio non sia convalidabile per motivi oggettivi o di opportunità, come dispone il can. 1674 n. 1 . In tal senso, nell’allocuzione del 22 gennaio 1996, il Pontefice collegava l’iniziativa processuale del promotore alla natura della causa di nullità matrimoniale, pubblicistica perché comunque riguardante lo stato delle persone, la loro posizione nell’ordinamento e il bene pubblico della Chiesa . Forse è opportuno tentare di cogliere i principi che moderano l’azione di nullità matrimoniale del promotore di giustizia, anche alla luce dei documenti normativi più recenti, come pure interrogarci sull’ulteriore significato giuridico della presenza del promotore di giustizia, in una causa di nullità del matrimonio, quando questo non sia stato impugnato da lui.

scritto da Miele Manlio
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L’integrazione europea, le giovani generazioni e l’idea di una politica comune per la famiglia
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25.06.2018

Jun

25

In times of dissatisfaction and disinterest in the ideals of European integration, even among young people, we should not forget that the EU has created an area of freedom where it is possible to circulate, work and study freely. This fact has no precedent in the history of Europe, no equal in any other continent and has expanded ever more over the decades. EU citizens, especially the younger ones, should be reminded that the EU has determined the creation of a dimension of freedom in the last 60 years which is too often taken for granted. To bring people closer to the EU, it would be better to further progress in the democracy of the EU institutions, taking more effective EU social measures, adopting clear EU political choices of direct support to families.

scritto da Bestagno Francesco
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Le nuove forme della partecipazione civica e le autonomie territoriali
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25.06.2018

Jun

25

Nella dottrina dello Stato il rapporto tra corpi intermedi e unità politica è sempre stato uno snodo critico. A lungo, dall’alba dello Stato moderno fin dentro al XX secolo, la struttura organizzata e solida degli interessi è stata ritenuta una minaccia per l’unità dello Stato . Nella filosofia politica a fondamento dello Stato moderno (soprattutto nelle riflessioni di Hobbes, Rousseau e Sieyès, ecc…) e poi ancora in un tornante critico, nei primi decenni del ‘900, la questione si poneva nei termini di dubbia compatibilità tra l’unità dello Stato e la pretesa di rilevanza pubblica degli interessi organizzati e dei corpi intermedi. Si trattava di difendere la possibilità dell’unità (di tipo rappresentativo) dello Stato dalla pressione e dalla colonizzazione esercitata da partiti e interessi organizzati, reputati germe di deleteria conflittualità . Posizioni più concilianti – pur sempre in modo relativo - si affacciano nel dibattito scientifico negli anni ’30 , per poi consolidarsi negli studi del secondo dopoguerra, in particolare con J. Kaiser, in cui frequente - non casualmente - è il riferimento a Tocqueville .

scritto da Pizzolato Filippo
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Pietro Bonfante e il contractus
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24.06.2018

Jun

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Nel panorama della scienza giuridica del ventesimo secolo, Pietro Bonfante si caratterizza per una analisi stringente dei rapporti fra diritto e società, visti in chiave evolutiva. La constatazione di una diversità di ap-proccio, da parte dello studioso, alla materia delle obbligazioni e del contratto, induce l’autore a riflettere sulle ragioni di questa apparente anomalia ed a proporre una rilettura critica della riflessione bonfantiana sul tema.

scritto da Randazzo Salvo
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LOSING DEMOCRACY. DEWEY’S CONCEPT OF AN EXPERIENCE AND THE QUESTION OF LEGITIMACY
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23.06.2018

Jun

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L’obiettivo di questo articolo è analizzare il rapporto tra l’esperienza democratica e la legittimazione di un contesto istituzionale. Nell’ambito di questa indagine, il concetto di esperienza estetica, elaborato da John Dewey, riveste una funzione chiave. La tesi principale è che sia possibile concepire il riconoscimento, da parte dei cittadini, della legittimazione democratica in termini analoghi alla sensazione di compimento che Dewey indica quale esito dell’esperienza estetica. Questa tesi diviene ancora più plausibile evidenziando il rapporto, nel pensiero di Dewey, tra esperienza estetica e democrazia sperimentale, intendendo quest’ultima come una pratica cooperativa volta a risolvere problemi collettivi attraverso le soluzioni provvisorie che gli attori elaborano grazie alla comunicazione sociale.

scritto da Lo Giudice Alessio
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Note in tema di societas venaliciaria
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28.02.2018

Feb

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The societas unius alicuius negotiationis, represented an organizational model well suited for the realization of the slave trade undertaken by the venaliciarii. In the imperial age, as attested by Gaius (3.148), the societas venaliciaria appears as a society whose characteristics will be peculiar to the type of negotiatio undertaken by the members, and which, also following the reflections of the jurisprudence, will be connoted according to some principles founding that will take into account both the requirements of the venaliciarii socii, and of the third party contractors, who, thanks to the confirmation of the exception to the general principle of external irrelevance of the corporate relationship towards third parties, may be protected under the edict adversus venaliciarios contained in the edict of the aediles curuli (D. 21.1.44.1). The recognition by the jurisconsults of the external relevance of the societas venaliciaria will have the effect of placing it on the same level as the other commercial companies in the preeminent public interest, such as the society of the publicani, of the argentarii and of the shipowners.

scritto da Ortu Rosanna
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Il ripudio nel tardo Impero: una costituzione di Teodosio II
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28.02.2018

Feb

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The constitution of Theodosius II (C.I. 5.17.8) strictly forbids the repudiation outside the iustae causae indicated. Compared to the previous legislation, the number of these causae has increased. Now crimes never mentioned before are indicated. These crimes, at the time of Theodosius II, have achieved greater social disvalue. Theodosius II clearly states that there can be no repudiation without notification.

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Dignitas Neglecta: le leggi de hebraeis di Graziano
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28.02.2018

Feb

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The Paper deals with the Legislation of the Roman emperor Gratian concerning the Jews, and is part of a larger Investigation about the legal Condition of the Jews in Late Antiquity. The three laws, CTh. 12.1.100, CTh.12.1.99 and CTh.16.7.3, deal with the problem of the obligation of fulfillment of the curial burdens by the Jews and the possibility of contesting, within five years, the wills of those Christians who were suspected of having converted to Judaism in their life. The laws of Gratian are highly restrictive of Jewish worship freedom, even if it is not possible to say that they have been properly anti-Jewish laws. However, with this research is possible to understand how the Emperor and Christian Emperors generally acted for the preservation and defense of the Christian religion, the only one considered valiant by the Roman Christian Empire

scritto da Amabile Mariateresa
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